Il 15 dicembre 2025 si è svolto il secondo incontro del Corso di Formazione “Tessere il Futuro”. “Sono molto contenta del riscontro dato dai colleghi – ha detto Adriana Chirco, consigliera nazionale di Italia Nostra delegata al Settore Educazione e Formazione – Oggi parleremo in particola re della convenzione di Faro, la convenzione con la quale gli stati stabiliscono come i cittadini possono partecipare alla fruizione dei beni culturali. Nel secondo intervento parleremo della costituzione della comunità patrimoniale che si può fare con le suocole. Un argomento che ci tocca da vicino”. Ad introdurre le relatrici, Erminia Sciacchitano e Ilaria Pecoraro, Sara Parca, coordinatrice del Progetto nazionale di Educazione al patrimonio culturale ed al Paesaggio di Italia Nostra APS.
Convenzione di Faro, un nuovo paradigma per il patrimonio culturale
Erminia Sciacchitano è architetto e dottore di ricerca in rilievo e rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente. Attualmente è addetta per la cultura e l’audiovisio per la rappresentanza d’Italia presso l’Unione Europea. Ha una lunga esperienza nelle istituzioni europee ed ha svolto Sin dal 2000 attività di cooperazione culturale occupandosi di ricerca per valorizzazione patrimonio culturale, creatività contemporanea, architettura sostenibile, economia creativa, gestione sostenibile e partecipata dei beni comuni. E’ membro del gruppo di esperte sul patrimonio culturale della UE, dell’adviosry board sulle professioni per il patrimonio culturale relativo al progetto Charter.
“Convenzione di Faro, un nuovo paradigma per il patrimonio culturale”, il titolo dell’intervento.
“Questo nome di convenzione di Faro è molto curioso e per me ha sempre giudicato ed illuminato il mio cammino – ha detto Sciacchitano introducendo la lezione – Questa direzione che ho avuto anche per una serie di sfide che sono emerse nel mondo culturale intorno al 2008 quando ci sono state le grandi crisi economiche finanziarie ed ha costretto tutti noi a riapprocciare il mondo della cultura. Nasce in seno al Consiglio d’Europa, è un’evouzione rispetto alle precedenti (convenzione di Granada e di Valletta. Faro è stata ratificata da 25 stati e firmata da altri 5 stati. Nasce nel 2005 dopo la distruzione del ponte di Mostar nella guerra di Bosnia. Il conflitto che aveva un forte significato etnico, volle distruggere questo simbolo di integrazione e di dialogo. La convenzione di Faro è considerata come una convenzione di paradigma. Guardare o preservare il patrimonio e chiederci perchè e per chi conserviamo il patrimonio e trasferirlo alle generazioni future. Lo strumento della convenzione quadro non impone obblighi di azione, suggerisce e non impone e sviluppa prospettive diverse di fronte al patrimonio. Il patrimonio culturale è dunque inteso come risorsa per lo sviluppo sostenibile ed il miglioramento della qualità della vita. Altro elemento è il ruolo degli stakeholders nella governance e che si porta dietro una responsabilità indirizzato verso un’azione”.
La comunità patrimoniale di Petrolla in Ostuni: itinerari di ricerca e di tutela
Ilaria Pecoraro, architetto, dottore di ricerca in conservazione dei beni architettonici e speciali in restauro dei beni architettonici e del paesaggio, docente in consolidamento presso la facoltà di architettura di Sapienza di Roma. E’ anche presidente della sezione Messapia di Italia Nostra ed promotrice della prima comunità patrimoniale di Petrolla in Ostuni. Oggi l’intervento di Ilaria Pecoraro sarà relativo a “La comunità patrimoniale di Petrolla in Ostuni: itinerari di ricerca e di tutela”.
Pecoraro ha introdotto il suo intervento con un excursus assunto dall’incipit del trattato e della convenzione di Faro trasfuso nella creazione della prima comunità patrimoniale per l’area di Petrolla che è oggetto da diversi anni di ricerca.
“Si tratta della stessa area che è stata al centro dell’intervento nel Festival “Minore” di Italia Nostra a Monticiano, progetto sostenuto dal Ministero del Lavoro, al quale ha partecipato la sezione Messapia. Petrolla è un’area archeologica di proprietà privata adiacente al mar adriatico lungo una strada di antico tracciato e l’area di Villanova che la proprietà ha difeso contro un’azione impropria di cementificazione di tutta la costa. Si è riusciti a realizzare con la comunità patrimoniale un vero e proprio argine per la sua difesa. Un’area oggetto di indagine storica insieme ad una serie di enti, già pubblicati nel corso di 1000 anni precedenti e che mettono in luce di come l’area fosse già stata oggetto di una importante insediamento”. L’intervento di Pecoraro ha sottolineato come la convenzione di Faro possa essere uno strumento di tutela ed anche di sviluppo economico sostenibile per i territori con la partecipazione di tanti attori e tante diverse realtà a partire dalla scuola.
“Cosa può fare un professore che dovrebbe avere almeno una classe a disposizione per un anno. – ha sottolineato Pecoraro – Avviare un dialogo alla pari con il territorio e gli studenti. Dobbiamo lavorare molto sull’educazione”. Concludendo il suo intervento ha posto l’accento sui risultati pratici ottenuti con la convenzione di Faro, “Alla domanda se c’è stato un successo sulla tutela per la convenzione di Faro – ha sottolineato Pecoraro – sì c’è stato il grande risultato della sezione sud salento contro la Pista di Nardò”.
A concludere l’incontro un momento di dibattito con una serie di domande estremamente precise, atte a dimostrare il grande interesse degli utenti. Il prossimo appuntamento avrà luogo il 13 gennaio 2026 (qui il calendario).