Ha avuto inizio il 9 dicembre scorso con il primo dei sei incontri online previsti, il corso di formazione organizzato dal settore Educazione al patrimonio di Italia Nostra con il patrocinio di ICOM Italia dal titolo “Tessere il futuro”. Dal 9 dicembre al prossimo 3 marzo, per 15 ore totali, si snoderanno gli appuntamenti, totalmente gratuiti, aperti a docenti, operatori di settore e soci di Italia Nostra. I punti chiave dell’iniziativa sono stati riassunti nell’ambito delle premesse effettuate da Sara Parca ed individuate nella volontà di fornire strumenti validi per l’educazione al patrimonio dando un supporto all’insegnamento ad integrazione dei progetti pensati per gli studenti favorendo l’interdisciplinarietà.
Tessere il futuro
“Si porta all’attenzione dei docenti questo corso denominato “Tessere il Futuro” che ha lo scopo di promuovere n dialogo intorno ai valori fondanti del nostro patrimonio culturale proprio per tessere i fili di una riflessione critica che possa portare ad una conoscenza, comprensione sempre più profonda di questi valori fondanti del nostro patirmonio – ha detto Sara Parca introducendo il corso – In una società sempre più complessa quale quella contemporanea. Educare al patrimonio è educare per il patrimonio e con il patrimonio. Noi vogliamo tessere fili per la memoria storica ed eredità culturale intese come responsabilità collettiva ed esperienza condivisa da trasmettere al futuro”.
A portare i saluti dell’associazione, Edoardo Croci, Presidente Italia Nostra ed Adriana Chirco, consigliera nazionale responsabile del settore Educazione. “Un saluto a tutti gli intervenuti – ha detto Chirco – questo è il sesto corso online che abbiamoiniziato dalla pandemia, motivo in più per diffondere i nostri corsi. Abbiamo triplicato i numeri rispetto agli anni passati”.
I temi dei singoli incontri
Il primo incontro ha al centro il digitale come ponte verso il futuro. Il secondo sarà dedicato a patrimonio, comunità e partecipazione. Per il terzo invece, il tema sarà quello relativo a strategie e metodologie per la didattica. Nel successivo sarà trattato “il muso tra memoria ed eredità complesse” mentre nel quinto, l’argomento nodale sarà quello del patrimonio, intercultura e benessere. Nell’ultima sessione, si tratteranno l’apprendimento attivo e la mediazione culturale.



“Quest’anno è il 70° anniversario della nostra associazione – ha evidenziato Croci – la prima tra le realtà che si occupano di paesaggio e natura con una visione integrata di tutela e valorizzazione. In questo anno abbiamo fatto una serie di incontri che hanno rafforzato – tra i tanti ricordo quello con il Presidente della Repubblica Mattarella – che ha posto l’accento sull’importanza del ruolo di Italia Nostra nel formare le giovani generazioni. Ci ha richiamato con grossa soddisfazione anche evidenziando come nelle attività dell’associazione legate alla tutela ed al territorio, ed al restauro, alla proposta legislativa, un elemento chiave e trasversale sia il ruolo di educazione dei giovani sui temi del patrimonio culturale, del paesaggio e dell’ambiente. Un tema che stiamo rilanciando. La presenza di tanti docenti oggi ci rafforza nella convinzione di mettere in rete il sistema educativo e formativo con quello della tutela e della formazione culturale di cui Italia Nostra è l’ente più rappresentativo nel nostro Paese”.
Entrando nel vivo del discorso la consigliera Chirco ha effettuato una disamina della storia e delle numerose attività di Italia Nostra soffermandosi sui compiti precipui che lo statuto attribuisce all’associazione.
“Italia Nostra è per la tutela del paesaggio, oggi a rischio per processi di omologazione delle colture, di abbandono delle campagne e dei borghi agricoli e, nelle aree semiurbane, di consumo del suolo a fini industriali – ha sottolineato Chirco – Per una cultura della tutela, uno de punti fondanti è la convenzione europea del paesaggio, che è risorsa cognitiva e motore di cittadinanza attiva tramite la formula dettata dal paesaggio come bene comune, espressione culturale e forma identitaria. La salvaguardia dell’ambiente naturale e storico, con un no alla cementificazione, è necessaria per scoprire un nuovo modo di vivere sano. L’associazione promuove inoltre un’attività di suggerimento legislativo. Per esempio la legge quadro sui parchi, sui centri storici, le campagne su Venezia. Trasformata in APS, Italia nostra vuole impegnarsi in attività di servizio non solo stimolando la memoria e la tutela ma promuovendo anche attraverso i nuovi strumenti della comunicazione, la conoscenza e la fruizione dei beni culturali. Nonché la loro gestione, data l’esperienza che la vede a tutt’oggi gestire aree e siti come il Boscoincittà a Milano”.
Il digitale come ponte verso il futuro
Ad esplorare il tema dell’incontro dedicato a “Il digitale come ponte verso il futuro” è stato Paolo Gull, archeologo, docente associato del dipartimento di beni culturali della facoltà beni culturali dell’università del Salento, consulente e membro del CDA di ESRI Italia.
Gull ha affrontato il tema alla luce della sua vasta esperienza sia personale che di docente, ravvisando nella capacità di analisi e di dissertazione dell’essere umano contemporaneo la necessaria qualità utile ad affrontare il presente denso di sfide. Il concetto è stato esteso ancora richiamando l’attività svolta da ESRI con Italia Nostra negli anni precedenti.
“Il patrimonio culturale è una grande palestra perché veicola elementi che hanno uno spessore storico. Questo aspetto storico del patrimonio culturale è importante perché dà un valore ulteriore e un valore di profondità a una cosa che altrimenti, diciamo, nella vita quotidiana è effimera – ha sottolineato Gull – Ma in realtà noi siamo immersi in un flusso di conoscenza che passa attraverso dati che vengono generati continuamente. E siamo di fronte ad una forma per quanto sorprendente di analfabetismo tecnologico da parte dei più giovani perché sì lo siamo tutti, ma se in qualche modo noi stessi abbiamo delle difficoltà, credo i giovani anche di più, anche se sembra che siano apparentemente più rapidi a cogliere gli aspetti tecnici della della tecnologia, in quanto non riescono non riescono a comprendere la differenza che c’è tra metodo e tecnica. Quindi noi ma soprattutto loro non sono più in grado di comprendere ad esempio la geografia. Non abbiamo più le stesse modalità d visualizzare le localizzazioni dei luoghi. I codici sono cambiati e noi dobbiamo comprenderli, dobbiamo impossessarci di questi codici e dobbiamo riuscire a trasmetterli alle nuove generazioni”.
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Il secondo incontro in data 15 dicembre con interventi di Erminia Sciacchitano, addetta per la cultura e l’audiovisivo alla Rappresentanza Permanente presso l’Unione Europea a Bruxelles, su “La Convenzione di Faro, un nuovo paradigma per il patrimonio culturale” ed Ilaria Pecoraro, specialista in Restauro dei beni architettonici e del paesaggio, docente di consolidamento presso la facoltà di Architettura di “Sapienza” Università di Roma, su “La Comunità Patrimoniale di Petrolla in Ostuni (BR): itinerari di Ricerca e di Tutela.
Il terzo incontro si terrà in data 13 gennaio 2026 dalle ore 16.00. Tutte le info saranno pubblicate sul sito www.italianostraeducazione.org